domenica 21 gennaio 2018








Ogni anno in Italia oltre centosessantasettemila persone si ammalano di herpes zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di Sant'Antonio. E' una malattia molto dolorosa, provocata dal virus della varicella, che può lasciare strascichi anche per anni. L'herpes zoster è una malattia provocata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella. Chi ha avuto la varicella da bambino mantiene questo virus  in uno dei gangli nervosi del midollo spinale.

SINTOMI

Il fuoco di Sant'Antonio provoca lesioni della pelle simili a quelli della varicella, in particolare vescicole piene di liquido, arrossamenti, fortissimo bruciore e prurito che si localizzano generalmente sul lato del corpo seguendo il percorso di un nervo. Le aree colpite sono prevalentemente la zona del torace, ma può comparire anche in altre zone innervate: sull'addome, sui fianchi in corrispondenza del nervo sciatico. Quando è interessato il nervo trigemino il fuoco di Sant'Antonio può comparire al livello del volto, sulla bocca, sulla lingua o sull'occhio con dolori estremamente forti. Colpisce di frequente le persone che hanno superato i 50 anni o in quelle con malattie del sistema immunitario, in quelli sottoposti a terapie che danneggiano temporaneamente i meccanismi di difesa contro le infezioni ma la malattia si può manifestare anche in persone sane che, per fattori transitori come lo stress, si indeboliscono e diventano temporaneamente suscettibili di ammalarsi. La stanchezza fisica e quella psicologica possono determinare un calo delle difese immunitarie quindi il corpo è più vulnerabile all'azione di batteri e di virus, compreso quello della varicella.


COME ALLEVIARE I SINTOMI









Evitare di grattarsi e di toccare troppo la parte arrossata della pelle dove vi sono le vesciche per evitare una sovrainfezione batterica. Può dare sollievo applicare i panni puliti freddi cambiandoli spesso e evitare di indossare tessuti che riscaldino troppo la zona, come la lana o i materiali sintetici, preferendo invece il cotone.


TRASMISSIONE




Le vescicole, fino a quando non diventano croste, e questo accade in un periodo che può andare dai 6-10 giorni, sono contagiose. Il fuoco di Sant'Antonio non è come la varicella che si trasmette per via aerea mediante le goccioline respiratorie ma per contatto attraverso il liquido contenuto nelle vescicole. Per tale motivo valgono alcune accortezze come non utilizzare gli stessi asciugamani della persona malata o la stessa biancheria. 


TERAPIA



Somministrazione farmaci antivirali per ridurre la diffusione della malattia ma, purtroppo, non esiste una terapia risolutiva. In attesa che il fuoco di Sant'Antonio guarisca da solo il paziente deve assumere medicinali antidolorifici molto potenti . La malattia ha l'andamento tipico della varicella, quindi generalmente dopo una decina di giorni da un punto di vista dermatologico si avvia il processo di guarigione. Se, però, la manifestazione dermatologica guarisce completamente, la nevralgia post-erpetica, dunque il dolore, il prurito e il bruciore, si può cronicizzare e permanere a lungo,  mesi,  anni o addirittura per sempre, secondo il nervo interessato. 

 VACCINAZIONE


Esiste la possibilità di scegliere, su consiglio del medico,  tra due vaccini entrambi molto efficaci e da utilizzare da 50 anni in su.  Va somministrato una volta soltanto nella vita attraverso un' iniezione intramuscolare o sottocutanea ed è in grado di inibire la riattivazione del virus riducendo di oltre 50% il rischio di ammalarsi e di oltre il 65% di casi di nevralgia post-erpetica. Il piano Nazionale prevenzione vaccinale prevede entro il 2018 l'introduzione della vaccinazione gratuita per chi ha compiuto i 65 anni e per chi è affetto da malattie croniche come diabete, malattie cardiovascolari. Chiunque voglia vaccinarsi può, sentito il parere del medico, acquistare il vaccino in farmacia a un prezzo che varia generalmente 120-150  euro. 


PREVENZIONE



Purtroppo non esiste una forma di prevenzione. ma poiché, il virus della varicella si presenta quando il paziente subisce un calo delle difese immunitarie e dunque il fisico è indebolito, come può capitare in seguito alla malattia o a un periodo di forte stress, è possibile fornire al corpo alcune sostanze nutritive in grado di potenziare le difese immunitarie. Le vitamine, i sali minerali contenuti nella frutta e nella verdura fresca sono importanti. Inoltre possono essere molto utili i probiotici, microrganismi vivi immunostimolanti, contenuti per esempio negli yogurt oppure disponibili in farmacia come farmaci da banco, in grado di stimolare la risposta immunitaria del corpo. se consumati ogni giorno sono particolarmente efficaci poichè rendono il corpo più resistente alle aggressioni di virus e batteri.




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