lunedì 13 novembre 2017


















Eziologia



Per quanto riguarda l'eziologia delle congiuntiviti possiamo distinguere delle forme:

infettive: sostenute soprattutto da batteri, virus e miceti.

allergiche 

tossiche: che sono legate all'utilizzo di terapie protratte nel tempo.

Ci sono molte sostanze che si utilizziamo in terapia, per esempio del glaucoma, che hanno un effetto irritante. Anche i conservanti, sono fortemente irritanti, i conservanti sono messi nel concime perché devono uccidere i germi, quindi così come svolgono questa funzione,  si attaccano alle pareti delle strutture epiteliali e quindi la continua esposizione a queste sostanze determina un effetto tossico.



Classificazione





Le congiuntiviti possono essere distinte anche in base al decorso e possono essere:

- acute 

- croniche


Le congiuntiviti acute possono essere di tre tipi dal punto di vista semeiologico :


congiuntiviti papillari


congiuntiviti follicolari

congiuntivite membranose


sono tre aspetti clinici diversi che, in qualche modo, si possono associare ad altri segni che possono indirizzare verso la diagnosi. Per esempio, una congiuntivite papillare che si manifesta con delle papille e che sia associata all' essudato, se  c'è uno stato catarrale vi si può far pensare ad una congiuntivite batterica, se c'è uno stato virulento  si può pensare ad una congiuntivite iperacuta da gonorrea o meningite.


Le forme follicolari possono essere associate a una secrezione a contenuto molto liquido con intensa lacrimazione e in questo caso bisogna pensare ad una congiuntivite virale, oppure possono anche associarsi a congiuntiviti a secrezione catarrale e in questo caso bisogna pensare ad una congiuntivite da inclusi che è una forma molto frequente nei bambini. Una volta la congiuntivite più frequente era quella del tracoma, si può dire che il tracoma è stato quasi completamente abbattuto.
La forma da inclusi è sempre stata presente della forma più frequente da chlamydia.

Le forme membranose, invece, devono far pensare ad una forte reattività dell'organismo nei confronti dell'agente irritativo e possono essere conseguenti a particolari agenti batterici come, per esempio, lo streptococco oppure possono essere anche conseguenti ad infezioni virali come ad esempio l'adenovirus che quando è particolarmente aggressivo determina una forma membranosa,  bisogna intervenire con una terapia corticosteroidea che concettualmente bisogna  evitare nelle forme normali di natura virale, ma in questo caso bisogna utilizzarla per bloccare la reazione d'organo perché creerebbe dei danni maggiori rispetto a quelli creati dall'infezione virale.


Le congiuntiviti croniche, invece, sono tutte quelle forme di congiuntiviti che si protraggono per più di 15 giorni, perché oltre a questo tempo, dobbiamo pensare che il processo si sia in qualche modo cronicizzato.
Ed oltre alle forme che possono avere le papille, i follicoli o le membrane che sono in genere però associate, in questo caso, ad una secrezione meno intensa rispetto alla forma acuta, possiamo avere anche forme:


papille giganti: queste si devono far pensare ad un problema di tipo immuno-allergico

cicatrizzanti: che creano delle vere e proprie briglie cicatriziali che legano la congiuntiva che riveste le palpebre con quella normale e in questo caso si parla di briglie che si invertono.

granulomatose: come la sindrome oculo granulare di Parinau.


Può presentarsi saltuariamente la presenza di qualche nodulo.


Clinica



Dal punto di vista clinico le congiuntiviti possono essere distinte in due forme:

Secernenti: in cui avremo la secrezione. Il fatto che siano molto secernenti non vuole dire che non ci sia anche una reazione congiuntivale, per esempio una reazione papillare o una reazione follicolare, ma se prevale la componente secernente si può fare diagnosi dal tipo di secrezione che si può osservare, come per esempio, le secrezioni catarrali che  hanno una secrezione abbastanza fluida ma non pulita in quanto sarà presente una secrezione di mucosa intensa data dalla reazione congiuntivale e si giunge facilmente dunque alla diagnosi di congiuntivite batterica.
Quella purulenta dovuta ad una infezione da gonococco.
Le forme allergiche, soprattutto quelle Ige mediate di tipo I,  sono accompagnate da un intensa lacrimazione e le membranose che possono essere da streptococco, ma soprattutto virali.

Nodulo/ iperplastico: abbiamo delle forme in cui non è la secrezione ad essere l'aspetto principale, ma è soprattutto la presenza di queste forme nodulo\ iperplastiche che sono più tipiche delle congiuntiviti croniche.

In questa forma avremo le:

primaverili

atopiche

In queste due forme avremo un'intensa reazione papillare.

Follicolare: da Chlamydia e virali

Papillari: una volta gli oculisti intendevano che la presenza di papille fosse patognomica per un quadro di allergia, però non è così perché le papille sono presenti come segni di una reazione della congiuntiva, ma soprattutto di una reazione che tende a cronicizzarsi, è una reazione dello stroma della congiuntiva.

Lignea (molto rara):  l'eziologia non è ancora nota e si presenta con una consistenza molto dura e possono essere responsabili anche di interessamenti importanti della cornea.

Concettualmente, se c'è una secrezione intensa bisogna pensare che il processo sia cominciato da poco, quindi abbiamo a che fare con una congiuntivite di tipo acuto, se invece c'è una diversa sintomatologia ma la secrezione non è così cospicua se invece  c'è la presenza di queste ultime forme, allora dobbiamo pensare che il processo sia cronico.



I segni clinici delle congiuntiviti sono:

iperemia( segno principale) può essere più o meno marcata, ma la reazione vasale c'è sempre quando c'è l'irritazione della congiuntiva.

 le papille  

 le papille giganti

 i follicoli


 le membrane

 le cicatrici


 le reazioni granulomatose.


Il  riconoscimento di questi segni, può indirizzare verso la diagnosi,


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