mercoledì 19 luglio 2017












La vitiligine è un disordine dermatologico che causa la formazione di macchie bianche sulla pelle dovute all'inattivazione della cellula deputata alla produzione di melanina.





Di cosa si tratta? 


La malattia colpisce i melanociti, le cellule della pelle che producono la melanina, vale a dire il pigmento responsabile della colorazione della cute, da qui le inconfondibili macchie bianche sull' epidermide. Le cause non sono note, tuttavia la ricerca si sta avvicinando sempre di più alla comprensione dei meccanismi che stanno alla base della malattia.




 Manifestazioni della malattia 



Il peggioramento può essere più o meno rapido e a volte la situazione rimane stabile per anni. Anche se tutta l'epidermide può essere colpita gli esordi della vitiligine interessano solitamente delle zone specifiche, come l'area intorno agli occhi, l'ano, il glande e i genitali. Anche le unghie in particolare le estremità delle dita possono essere interessate. Più in generale le macchie possono, poi, comparire anche sul viso, collo, mani, avambracci e inguine. Dove sono presenti delle cicatrici possono, inoltre, formarsi delle "chiazze". A volte anche gli annessi cutanei come peli, capelli, barba, ciglia e sopracciglia, presenti nelle aree depigmentate, possono imbiancarsi. In alcuni casi la depigmentazione interessa anche le labbra e la retina o l'iride, senza però comportare un impatto sulla vista. 






La cura 



Non esiste una cura risolutiva. Tuttavia, i sintomi possono essere attenuati con diversi trattamenti. Esistono prodotti di dermocosmesi che riducono la differenza di colore tra le macchie e il resto dell'epidermide. Vengono utilizzati con successo anche una serie di trattamenti topici. Tra le terapie rientrano l'uso degli immunosoppressori, tacrolimus o steroidi ad azione locale che, soprattutto nelle prime fasi della malattia, possono aiutare la ripigmentazione, contrastando l'infiammazione. Per ripigmentare la pelle è possibile, inoltre, sottoporsi a cicli di fototerapia 
UVA- UVB, PUVA o UVB a banda stretta,  associata a sostanze fotosensibilizzanti come gli psoraleni (i risultati però sono temporanei). È raro che una singola terapia sia efficace, per questo si punta sull'utilizzo combinato di farmaci, integratori, a volte, fototerapia, a seconda che la malattia sia stazionaria, in trend di peggioramento o di miglioramento. Il trapianto di melanociti è, invece, un'opzione in via di perfezionamento, utilizzabile solo in casi selezionati, per chiazze  poco estese. 



La diffusione della patologia 


Nel mondo la vitiligine ha una diffusione stimata intorno al 1-2%,
si presume che ci siano circa 100 milioni di pazienti. In alcuni paesi l'incidenza è maggiore, per ragioni genetiche e sociali. Nel 95% dei casi la malattia compare prima dei 40 anni, spesso tra i 10 e i 30 anni. Colpisce tutte le razze, senza predilizione le diverse etnie. L'incidenza è paritaria dei due sessi.


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