mercoledì 10 maggio 2017












Sono definiti farmaci generici quei medicinali assolutamente uguali, tranne che nel nome, a  un farmaco "di marca" . La percentuale di italiani che usano medicinali equivalenti per curarsi è in crescita ma i dubbi dei pazienti in merito sono ancora moltissimi. 



Qual è il farmaco che viene definito "generico"? 


Generico è l'aggettivo un po' penalizzante con cui questo tipo di farmaco fu per la prima volta riconosciuto, nella legislazione italiana; si tratta di quel medicinale che ha lo stesso principio attivo, la solita forma farmaceutica e lo stesso meccanismo 

d'azione di un altro farmaco che ha perso la protezione brevettuale. Un "gemelllo" del primo, insomma. O meglio un "equivalente" come poi- sempre per legge- furono ribattezzati i generici, per liberarli dall' accezione negativa connessa al termine generico in contrapposizione a "specifico", "mirato" e così via. Quello che è certo è che nel generico c'è la stessa quantità e qualità di sostanze attive  presenti nell'originatore che agisce nell'organismo allo stesso modo. 




Chi garantisce per il farmaco generico? 


A offrire la migliore garanzia è il percorso registrativo, governato dall' agenzia italiana del farmaco, l'AIFA. Il medicinale generico viene immesso in commercio solo quando L'AIFA  ne ha riconosciuto la qualità e la bioequivalenza rispetto al gemello. 

Tutto il percorso viene sviluppato secondo linee guida e procedure concordate e adottate obbligatoriamente in tutti i Paesi europei. 


In termini più semplici? 



E' tutto più semplice di quel che sembra. Di fatto, si fanno degli studi clinici per valutare la quantità di farmaco che passa nella circolazione generale dopo la somministrazione per qualsiasi via, 
la velocità con cui avviene tale passaggio; la velocità con cui principio attivo viene assorbito. Si valuta, insomma, tutto il comportamento del medicinale equivalente mettendolo a confronto con quello del farmaco che ha perso il brevetto. 




Quali sono i vantaggi derivanti dall'uso dei farmaci generici? 



I generici garantiscono una qualità assolutamente equivalente a quella dei rispettivi "gemelli" originali con una spesa contenuta, mettendo a disposizione del SSN tutta la propria capacità di generare concorrenza nel mercato del farmaco. In termini più semplici significa che ogni volta che un farmaco perderà la propria tutela brevettuale il medico avrà sua disposizione per curare i pazienti anche uno o più farmaci equivalenti al primo, sapendo che rispondono come l'originatore alle necessità del singolo paziente, permettendo una tangibile riduzione di spesa e consentendo di recuperare risorse che dovrebbero essere destinate all'acquisto 
dei farmaci innovativi e costosi di cui tanto si sente discutere e 
per i quali generici ancora non esistono. 



Costano meno dei farmaci originali perché? 



Semplicemente perché sul generico non devono essere ripetuti costosi studi di sicurezza ed efficacia già realizzati dal produttore del medicinale originale: dimostrare la bioequivalenza rispetto a un farmaco di efficacia e sicurezza note richiede tempi e costi molto minori. Questo consente la messa in commercio di un prodotto a prezzi inferiori, ma con capacità di cura uguali a quelle del capostipite.

I farmaci generici o equivalenti  sono medicinali che vengono venduti, anziché con un marchio di fantasia (tipo aspirina), con 
il nome comune del principio attivo.





 


Vero o falso sui farmaci generici equivalenti 


E' vero che gli eccipienti di un farmaco possono influire 
sull' efficacia del principio attivo riducendone l'efficacia 
rispetto al farmaco di marca?

                                 FALSO

Gli eccipienti sono sostanze inerti e prive di valore terapeutico aggiunte a un medicinale per facilitarne la somministrazione e per dargli consistenza. Per tali motivi l'eventuale diversità e quantitativo di eccipienti non altera in nessun modo l'efficacia del farmaco equivalente. 



La velocità d' azione di un equivalente o del corrispondente farmaco griffato può variare?

                                     VERO


Tutto dipende da chi assume il farmaco e dalle caratteristiche 
di salute del paziente. Tra gli aspetti di cui tener conto al riguardo troviamo:  alterazioni della mucosa gastroenterica, scorretta modalità di assunzione del farmaco effettuata senza seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo o le indicazioni del medico o del farmacista, ridotta funzione o patologia a carico del fegato o del rene, presenza geneticamente determinata di enzimi in grado di alterare il metabolismo delle sostanze assunte. 


Gli effetti collaterali degli equivalenti sono uguali a quelle dei corrispondenti  farmaci di marca?




                                    VERO


Assumendo un farmaco equivalente possono manifestarsi effetti collaterali, specifici per quel principio attivo, esattamente come ciò può accadere con il corrispondente farmaco di marca. 


( Tratto da Farmacologia Rivista di Salute)

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