sabato 11 marzo 2017







Uno strano e aromatico chiodo 



Nell'arcipelago delle Molucche, luogo di origine dell' eugenia, gli indigeni nutrivano un profondo rispetto per l'albero di eugenia, dalle cui sommità fiorite si ottiene il chiodo di garofano. Quando passavano accanto a una pianta in fiore si toglievano il cappello e non facevano rumore, nel timore che non fruttificasse. I loro timori furono confermati il giorno che i dominatori olandesi distrussero tutte le piante di Eugenia di Ternate (una delle Molucche): molti abitanti morirono a causa di epidemie prima sconosciute. Questa tragedia conferma una verità scientifica: il forte potere antisettico dei chiodi di garofano. A questa proprietà si ricollega forse l'uso delle arance garofanate, o pomander. Il chiodo di garofano è molto più prezioso di quanto non dica il suo aspetto. Anticamente veniva usato per curare alitosi, sterilità, sudorazione, odori sgradevoli, mal di mare, gotta, nevralgie, mal di denti, dolori gastrointestinali. I mandarini lo masticavano per profumarsi l'alito quando dovevano presentarsi al cospetto del celeste imperatore; gli indiani ne facevano infusi di polveri per riattivare la circolazione. Inoltre, sia in India sia in Cina, serviva ad aromatizzare i cibi, rendendo digeribili quelli più grossi e pesanti e facilitandone la conservazione (che è garantita per un giorno l'aggiunta di un chiodo di garofano alla carne bollita). L'infuso era usato per calmare la sete e rinfrescare. Gli arabi preparavano le donne al parto con una cura di chiodi di garofano, che inoltre è usato anche dai dentisti per alleviare il dolore e disinfettare (ancora oggi dentisti utilizzano lo stesso  principio attivo). 

In Europa 


Il chiodo di garofano era noto già anticamente (in Grecia ancora oggi lo utilizzano per scacciare il malocchio), seppur circondata da molte credenze non confermate. Si credeva infatti che gli alberi fossero tanto caldi da poter crescere solo isolati. A questo potere riscaldante ricorse anche un medico tedesco del XVI secolo per curare i sofferenti di freddo ai piedi. Secondo lui, il chiodo di garofano cosparso sulla testa del paziente avrebbe diffuso il suo potere riscaldante fino alle estremità inferiori. Negli antichi trattati di erboristeria si legge anche di un rimedio contro l'impotenza: bere del latte dolce cui sono stati aggiunti dei chiodi di garofano pestati. Rimedio piuttosto caro, se si considera che nel Medioevo i chiodi di garofano erano costosissimi. 


In cucina e nel bruciaprofumi 



Se non soffrite di allergia all' eugenolo potete introdurre il chiodo di garofano in cucina (in frutta cotta, vin brulè, oppure infilato in una cipolla intera sbucciata da cucinare insieme a uno stufato), o usarlo per fare degli sciacqui contro il mal di denti: basta bollire brevemente tre o quattro chiodi di garofano e lasciare intiepidire l'infuso prima di farne dei gargarismi, ottimi anche per profumare l'alito. Infine, per ripulire, disinfettare e deodorare una stanza, l'olio essenziale  bruciato nell'apposito fornello è veramente valido.


Specie utilizzata: Eugenia caryophyllata.

Famiglia: Mirtacee. 

Provenienza: Filippine e Molucche. 

Parti usate: fiori in boccio. 

Colore dell'olio: giallo- bruno. 

Profumo: intenso, gradevole. 

Proprietà: anestetiche, antinevralgiche, antiparassitarie, 
antisettiche, carminative, cicatrizzanti, insettifughe, 
stomachiche.

Avvertenze: usare molto limitatamente, meno di un grammo al giorno, l'eugenolo può provocare allergia.

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