mercoledì 4 gennaio 2017




Un tempo era d'obbligo stare fermi (spesso anche a letto), ora 
gli studi hanno dimostrato che riprendere al più presto  
le proprie abitudini, possa essere efficace contro il mal di schiena, perché il moto accelera la guarigione.









Alcuni medici prescrivono ancora il riposo assoluto. Eppure, contro il mal di schiena, questa non è la strada giusta. Secondo il nuovo orientamento, che si è affermato grazie agli studi scientifici negli ultimi 15 anni, in realtà stare fermi non favorisce la guarigione. Al contrario, per superare il dolore serve rimettersi in moto e in più riprendere,  con la dovuta cautela, le attività quotidiane 


No al riposo assoluto 






Oggi sappiamo che il riposo assoluto è del tutto controproducente per la guarigione del mal di schiena,  al contrario, si è osservato che riducendo il tempo a letto e tornando prima possibile alle normali attività si guarisce meglio e più in fretta. Naturalmente si sta parlando del comune mal di schiena, quello che colpisce periodicamente circa l'80% degli italiani. 

L'Italia, in questo, in realtà  è abbastanza all'avanguardia. Per la gestione e il trattamento del mal di schiena, sia in fase acuta sia cronica, esistono infatti le "Linee guida italiane di fisiatria e medici di base" che contengono l'indicazione di ridurre al minimo il tempo di riposo assoluto e di fare riprendere il movimento al più presto. 


Sempre che si possa... 




Ogni situazione è diversa. Ogni caso di mal di schiena deve essere affrontato trovando il miglior compromesso tra le indicazioni teoriche di cura (continuare a muoversi) e le reali possibilità della persona in quel momento. Il dolore va rispettato, naturalmente
E se è così intenso  da non consentire di camminare o di stare in posizione eretta non si può obbligare la persona a farlo. È bene stare a riposo, anche sdraiati, se non se ne può fare a meno. Ma solo lo stretto necessario.



Muoversi è una necessità 








Come mai mettersi a letto non solo non aiuta a guarire, ma è addirittura controproducente? Perché tutte le strutture della schiena (muscoli, tendini, ossa, dischi ecc..) hanno particolare bisogno di movimento quando c'è un attacco acuto il dolore, in quanto muovendosi si stimola la circolazione del sangue. E quest'ultima porta nutrimento e ossigeno. Stimolando la circolazione sanguigna,  si favorisce dunque l' apporto di sostanze nutritive e lo smaltimento, invece,  delle sostanze "alogene", cioè infiammatorie, che fanno provare il dolore alla schiena. 


Tanti medici non la pensano così 



Se il principio del "movimento al posto del riposo" è così solido, perché ci sono ancora medici che si ostinano a voler mettere a letto i propri assistiti? 
E' ciò che hanno cercato di scoprire alcuni ricercatori di Londra, con uno studio pubblicato di recente dalla rivista medica  "Pain". Gli studiosi hanno intervistato un ampio campione di medici specialisti,  chiedendo se avessero prescritto il riposo contro il mal di schiena oppure no; quante volte avessero verificato il tipo di attività lavorativa della persona;  se avessero mostrato agli assistiti gli esercizi fisici da poter fare, una volta superata la fase acuta del dolore; quanto fosse importante o meno che la persona potesse tornare al più presto alle proprie attività quotidiane. Circa 
l'80%  degli specialisti interpellati in Inghilterra ha  ammesso di avere consigliato ai  propri assistiti l'astensione dal lavoro e il riposo; il 13%  lo  ha prescritto addirittura quasi sempre, o sempre. Ed è risultata ancora diffusa la convinzione che il movimento posso ostacolare la guarigione. 




Non abbandonare la routine 



Il  consiglio generale è quello di tornare il prima possibile alla propria routine quotidiana, di lavoro e di attività fisica. Evitando gli sforzi eccessivi ma continuando a compiere le solite azioni. 
Le persone devono convincersi del principio generale che prima torneranno al movimento e prima il mal di schiena passerà. Questo approccio positivo al problema è peraltro molto utile a livello psicologico. Ha una valenza rassicurante e aiuta a guarire. 


Non fare sforzi eccessivi 






Quando si svolge un lavoro pesante, è bene alleggerire le mansioni finché il mal di schiena non è passato. Ma questo riguarda i lavori fisici molto intensi: il magazziniere, lo scaricatore, operaio in cantiere. In questi casi, pur rientrando al lavoro prima possibile, 
è bene ridurre le proprie mansioni. Il consiglio non serve a chi, invece, svolge un'attività piuttosto sedentaria o non faticosa. Il lavoro da impiegato, o comunque svolto alla scrivania, le attività che richiedono di muoversi in ambienti ristretti (un negozio): tutte queste mansioni non richiedono un' interruzione a causa del mal di schiena. Basterà, eventualmente, prendere alcune piccole precauzioni: assumere una postura più corretta,  cambiare magari la sedia, usare scarpe comode. 


Non interrompere lo sport 


Anche per quanto riguarda lo sport, il consiglio è di mantenere il più possibile normale livello di attività. Per lo sport vale lo stesso principio del movimento generale: l'attività fisica aiuta a mantenere alto l'apporto di sangue e ossigeno a tutte le strutture della schiena.  Per chi fa dalle 2 alle 4 ore di sport alla settimana, che si tratti di piscina, corsa, palestra, calcetto, il consiglio è di riprendere il prima possibile e di non avere paura del movimento. L'attività fisica regolare, oltretutto,  è il migliore strumento di prevenzione. Mantiene in buone condizioni la colonna vertebrale e tutte le funzioni della schiena: supporto, elasticità e articolarità. 


Alcuni esercizi specifici 







Esiste una ginnastica rieducativa che aiuta a combattere il mal di schiena e che si deve svolgere con la guida del fisioterapista, ma non è da fare nella fase acuta del dolore. Si è visto che nel periodo iniziale del disturbo, nelle prime quattro settimane dell'esordio, gli esercizi specifici non servono, perché non producono un beneficio in tempi abbastanza rapidi. È meglio continuare con l'attività fisica consueta. Una volta superata la quarta settimana, gli esercizi di ginnastica posturale  e rieducativa sono invece uno degli strumenti di riabilitazione più efficaci, l'unico modo per evitare che, alla lunga, il mal di schiena si trasformi in un problema cronico. 
Non solo aiutano a migliorare la funzionalità della schiena ma riducono anche la paura del movimento che di solito limita le persone.


(Tratto da un intervista al dottor Fabio Zaina fisiatra Milano)

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