venerdì 6 gennaio 2017









La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla situata nel collo. Si tratta di un organo che ha  anche un grande ruolo da svolgere. La tiroide influenza l'attività di buona parte dell'organismo attraverso gli ormoni che produce e secerne nel circolo sanguigno. La tiroide è quindi una ghiandola endocrina; ghiandola perché sintetizza e libera ormoni, endocrina perché riversa il suo secreto nel sangue. I problemi della tiroide  spesso passano inosservati. Circa il 60% delle persone con problemi alla tiroide non sanno di averlo. 
A che condizioni può condurre il malfunzionamento della tiroide?


Ipotiroidismo







E' la più comune tra le malattie della tiroide.
Consiste in una sottoproduzione di ormoni tiroidei che rallentano il metabolismo.

I sintomi dell'ipotiroidismo dipendono dal 

rallentamento generale del metabolismo e della funzionalità nervosa, che determina cretinismo nel feto, ridotta crescita staturale e dello sviluppo sessuale in epoca puberale,  mixedema nell'adulto (pallore, voce roca, cute mixedematosa ecc)




Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/tiroide1.html
I sintomi variano ampiamente e includono:


bassi livelli di energia psicofisica e mancanza di respiro 

 costipazione frequente

costante sensazione di freddo

aumento di peso (riconducibile per lo più alla
ritenzione idrica determinata dal ridotto catabolismo dei glicosamminoglicani).

Il trattamento più promettente per la cura dell'ipotiroidismo


 Si utilizzano solitamente e con ottimi risultati farmaci contenenti la Levotiroxina, prescritta in sostituzione dell' ormone naturale tiroideo chiamato T4. Prima di assumere qualunque tipo di medicinale è fondamentale parlarne  con il medico specialista per comprendere se effettivamente queste terapia può fare davvero al vostro caso. Soprattutto se si sta pianificando una gravidanza, è molto importante cercare di riscontrare la malattia nelle sue fasi iniziali. Attraverso un esame del sangue è possibile, infatti, rilevare bassi livelli di ormone tiroideo e solitamente, dopo circa sei settimane dall'assunzione della terapia, si procede con un nuovo accertamento sanguigno per verificare l'efficacia del trattamento.

Cause endogene o fattori ambientali tra cui:


  •  carenza di iodio nella dieta

  •  noduli o tumori alla tiroide

  • conseguenza di una tiroidite (infiammazione 
  • della tiroide di origine virale o più spesso autoimmune)

  •  tiroidite di Hashimoto (malattia autoimmune)

  •  gravidanza

  • tumore ipofisario. L'ipofisi è la principale 
  • ghiandola del nostro corpo, si trova nel cervello e regola anche l'attività tiroidea. (ipotiroidismo secondario o centrale per ridotta o inefficace produzione di TRH o TSH )

  resistenza periferica agli ormoni tiroidei ( gli    ormoni vengono prodotti in quantità normale ma a causa di difetti postrecettoriali nelle cellule bersaglio non determinano gli effetti biologici ) 



L’alimentazione




A volte l’alimentazione contro l’ipotiroidismo deve prevedere un maggiore apporto di iodio, che si può aggiungere nel sale comune. Naturalmente in questo senso non bisogna esagerare, perché sono molti i danni che un’alimentazione ricca di sale può comportare.
Più valida è invece la strategia, che prevede un maggiore consumo di alcuni cibi in particolare, che sono ricchi di iodio. Si tratta nello specifico di pescealghe marine e molluschi. Contemporaneamente bisogna fare attenzione a degli altri alimenti.
Ce ne sono alcuni che, specialmente se consumati crudi, possono aumentare di molto il fabbisogno di iodio, perché incidono negativamente sul suo metabolismo. Si tratta soprattutto di cibi come i broccoli, i cavolfiori, le rape, i ravanelli, i semi di lino, la soia e il miglio. Chi soffre di ipotiroidismo da carenza iodica, dovrebbe consumare questi alimenti con moderazione.
Ci sono poi dei cibi in particolare da preferire. La frutta e la verdura in generale dovrebbero essere alla base di un’alimentazione sana. Nello specifico, per far funzionare bene la tiroide, dovremmo ricordare di mangiare la noce di cocco. Per riequilibrare la ghiandola, non dovrebbero mancare mai sulla nostra tavola i vegetali che abbondano di selenioMolto importante da questo punto di vista è il germe di grano, ma non va dimenticata la funzione svolta dall’orzo, dai semi di girasole, dai semi di senape e dalle noci brasiliane.






Ipertiroidismo 










L'ipertiroidismo è una sovrapproduzione di ormone tiroideo indotta da una  tiroide iperattiva. 

Sintomi principali:


 accelerazione del metabolismo 

   tremori

 magrezza eccessiva

 improvvisa perdita di peso
  aumento delle frequenza cardiaca e della forza di contrazione   del cuore

  ipertensione spesso associata a ipertrofia del ventricolo sinistro

 disturbi del sonno


 capelli fragili e sottili

 frequente alopecia

Sintomi minori:

⧫  mestruazioni irregolari, infertilità sia nel maschio che nella femmina

⧫  ginecomastia nel 5% dei maschi

⧫  epidermide sottile ma non atrofica

⧫  esoftalmo ovvero anormale sporgenza del globo oculare dalle orbita. 

E poiché la tiroide  regola anche i livelli di calcio, la fragilità ossea rappresenta anche una grave complicazione derivante da questo disturbo. Il trattamento più promettente: lo iodio radioattivo, assunto per via orale può ridurre l'attività tiroidea . Anche in questo caso tenete sempre d'occhio insieme al vostro medico le vostre analisi del sangue per una valutazione ottimale del vostro quadro clinico. 


Cause

L’ipertiroidismo può avere diverse origini, ma spesso dipende 
dalla presenza del morbo di Graves –Basedow, una malattia autoimmune che colpisce soprattutto le giovani donne e che altera il meccanismo di controllo della produzione degli ormoni tiroidei. Tra le altre cause: un’infiammazione della tiroide (tiroidite), un’assunzione incongrua di ormoni tiroidei (tireotossicosi), la presenza di noduli (gozzo tossico) e adenoma ipofisario ( secernente tsh, molto raro). 
Una forma transitoria di ipertiroidismo può manifestarsi in gravidanza o entro alcuni mesi dal parto e risolversi spontaneamente nel giro di alcune settimane. La disfunzione può essere aggravata dall’assunzione inconsapevole di iodio contenuto nei dentifrici, collutori, disinfettanti, farmaci, conservanti e sale iodato.

Ipertiroidismo e alimentazione





Per seguire un’alimentazione corretta, bisognerebbe anche seguire alcuni consigli specifici. Per esempio, è importante, in caso di ipertiroidismo, fare dei pasti frequenti e curare l’apporto di iodio, che non deve superare i 40 microgrammi al giorno. Per una dieta adeguata, adatta a chi soffre di ipertiroidismo bisogna ricordarsi gli alimenti che contengono poco iodio. Fra questi, occorre considerare che i legumi possono andare bene per sostituire la carne. Si possono mangiare i pesci d’acqua dolce e, fra le verdure, anche i pomodori, i fagiolini e i funghi.
La frutta può comprendere anche l’arancia, l’uva, il melone e il pompelmo. Per quanto riguarda il pane, sarebbe meglio preferire quello non lievitato. I condimenti da utilizzare sono prevalentemente olio d’oliva, burro, erbe e spezie varie, tranne il prezzemolo e il pepe verde. 





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