martedì 28 giugno 2016




L'episiotomia è un piccolo intervento chirurgico che si effettua durante il parto per evitare lacerazioni spontanee che possono provocare emorragie.

Nel passato era una  procedura che veniva praticata a tutte le donne per evitare prolassi uterini e vescicali, le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato come una lacerazione di I e II grado sia meglio di un'episiomia,  limitando l'utilizzo di questa pratica solo quando è realmente necessaria.

L'episiotomia consiste nel taglio del perineo (muscolo situato tra la vagina e l'ano) e allarga il passaggio per la testa del feto e facilita le operazioni del parto.
Viene praticata una piccola anestesia locale per evitare di sentire il dolore del taglio.
La sutura viene fatta usando dei fili riassorbibili, ovvero che cadono spontaneamente dopo 7-14 giorni.

Per favorire la cicatrizzazione è importante utilizzare prodotti specifici, come l'esoina, e cambiare spesso l'assorbente.
Cercare di esporre i punti all'aria mettendo sotto il letto un asciugamano e restare senza slip 10 minuti una o due volte al giorno.
Passeggiare e fare degli esercizi per il pavimento pelvico. Applicare un oggetto ghiacciato,  avvolto dentro un panno,  il ghiaccio intorpidita la zona e la sgonfiara' diminuendo il dolore.

Nel giro di qualche mese si dovrebbe stare bene, si possono avere rapporti sessuali ,d'accordo con il partner, la prima volta si può sentire una certa tensione e rigidità,rilassarsi, fare un bagno caldo,  e trovare insieme al partner il modo giusto per affrontare il momento

Per migliorare la tonicità perineale è consigliabile il massaggio del perineo,  iniziando sei settimane prima della data prevista per il parto.
Massaggiare regolarmente il perineo,  aiuta a rendere i tessuti più flessibili ed elastici.


Le informazioni riportate devono essere considerate  come suggerimenti e consigli di carattere generale, non devono in alcun modo sostituire il parere del medico e degli specialisti ai quali bisogna rivolgersi per qualsiasi problema. 

Un bambino è qualcosa che porti dentro di te per nove mesi, tra le tue braccia per tre anni, e nel tuo cuore fino al giorno in cui muori.

Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.
(Erica Jong)




Nella maggioranza dei casi il feto al termine della gravidanza si trova in posizione cefalica,  con la testa rivolta verso il basso e i piedini verso l'alto.

Tuttavia nel 3- 4% dei casi succede il contrario, la testa in alto e il sederino  e i piedi in basso.
Parliamo in questo caso di posizione podalica del feto.

La presentazione podalica del feto rappresenta una delle cause più frequenti per un taglio cesareo programmato,  il parto per via vaginale in questo caso espone il feto a rischio grave.

Secondo le linee guida del Ministero della Salute la presentazione podalica del bambino è una delle indicazioni più importanti per effettuare questo tipo di intervento.

Il parto cesareo, sempre più diffuso, dovrebbe in effetti essere effettuato soltanto in questi casi specifici:

Posizione podalica

Parto gemellare,  se i gemelli condividono la stessa placenta

Placenta previa

Mamma diabetica e feto grande

Presenza di alcune infezioni materne

Il problema non è il taglio cesareo in quanto tale ,  quanto i tagli successivi al primo che  possono creare anche dei problemi importanti.

Il bambino non gode degli stessi vantaggi di un bambino nato in modo naturale, durante il travaglio la mamma sviluppa degli ormoni particolari che sono gli stessi che sviluppa anche il bambino.

Appena nati i piccoli vengono messi a contatto con la pancia della mamma per alcuni minuti e questo crea un legame tra di loro non solo psicologico ma  anche fisico.

Il bambino acquisisce i batteri  sani della mamma e questo lo potrà proteggere da malattie dell'infanzia ed allergie.

Per i motivi sopra indicati,  alle donne con feto podalico si può proporre il rivolgimento per manovre esterne, che consiste nel cercare di far mettere il bambino in posizione cefalica, affinché si possa effettuare un parto vaginale .

Tali manovre possono essere eseguite intorno alla 36-37 settimana,  quando la presentazione del feto si pensi sia ormai definitiva o comunque le possibilità che possa spontaneamente mettersi in posizione cefalica siano molto scarse.

Ci sono tuttavia delle controindicazioni, in alcuni casi non è possibile effettuare il rivolgimento manuale:

gravidanza gemellare

placenta previa

presenza di perdite ematiche nel terzo trimestre

malformazioni fetali gravi

rottura delle membrane

presenza di un tracciato cardiotocografico patologico

epoca gestazionale inferiore a 36 settimane

La manovra di rivolgimento deve essere seguita da un operatore esperto che, manipolando l'addome  della mamma, sotto stretto controllo ecografico, cerca di spostare il bambino e di metterlo nella posizione giusta.

La manovra può essere eseguita soltanto in alcuni ospedali,
la sua esecuzione richiede molta esperienza, abilità e professionalità.

lunedì 27 giugno 2016

Il bambino durante i 9 mesi di gravidanza si muove in continuazione,  cambia posizione e  nella maggior parte dei casi trova quella giusta per incanalarsi bene al momento del parto. 

La nuca si ferma dietro il pube della partoriente e viene espulso con l'ultima spinta,  così che dalla vagina esce la parte inferiore del capo,  prima emerge la nuca poi la volta di fronte,  viso e mento facendo ruotare il nascituro verso una coscia si fanno uscire anche le spalle e il resto del corpo.  

Molto importante è il corretto inclinamento della testa che deve avere un orientamento tale che il mento appunti sul petto con il viso rivolto verso la schiena della madre. 

Nel 10% dei casi il viso  del nascituro risulta rivolto in avanti e questo rende il parto più lungo e travagliato,  la testa del nascituro risulta  compressa quando viene la luce.  
In alcuni casi la posizione del feto si corregge in modo naturale durante il parto. 

Nel 3- 4% dei casi il bambino si presenta in posizione podalica, cioè con la testa verso l'alto e sederino oppure i piedini verso il canale vaginale , in questi casi si ricorre  generalmente al taglio cesareo. 

sabato 25 giugno 2016

* INTRODUZIONE

* SINTOMI

* CAUSE

* FATTORI DI RISCHIO

* PERICOLI


La preeclampsia è  una malattia tipica della gravidanza,  colpisce  circa il 3-5% delle donne incinte (soprattutto le giovani donne).
Dalla ventesima  settimana in poi può presentarsi un'anomalia che comporta ipertensione arteriosa, presenza anomala di proteine nelle urine(proteinuria), aumento di peso eccessivo e gonfiore generalizzato, edemi.
È fondamentale diagnosticarla per tempo,  questa condizione impone un rigoroso monitoraggio medico dato che la progressiva ipertensione minaccia gravemente il proseguimento della gravidanza.

SINTOMI

Pressione arteriosa superiore a 140 di massima e 90 di minima,  la presenza di proteine nelle urine a livelli di oltre 290 mg /l.

Altri sintomi :

mal di testa persistente, visione offuscata o sensibilità alla luce,  dolore addominale.
Questi sintomi possono verificarsi anche in gravidanza sane quindi
regolari visite ginecologiche,  il controllo della pressione sanguigna e il livello delle proteine nelle urine servono a rilevare se  si tratta di segni di gestosi.

CAUSE

Le cause sono ancora oggi oggetto di studio, possono essere dietetiche, ormonali,  immunologiche.
Questa condizione impone un rigoroso monitoraggio medico dato che la progressiva ipertensione minaccia il proseguimento della gravidanza.
Sul versante terapeutico il medico consiglia riposo assoluto a letto, riduzione di sale nella dieta e farmaci antiipertensivi e/ o anticoagulanti.



FATTORI DI RISCHIO

Per quanto concerne i fattori di rischio ricordiamo:

La familiarità
La gravidanza multipla
La nulliparità
Alimentazione con eccesso di sodio nella dieta
Carenza di altri minerali come calcio e magnesio
Aumento di insulinemia

A queste si possono associare come fattori predisponenti :

Il diabete e l'obesità,
La sindrome di anticorpi antifosfolipidi
Le patologie renali e l'ipertensione.

PERICOLI

La preeclampsia aumenta il rischio di distacco della placenta,
la placenta si separa dalla parete interna dell'utero prima della nascita del bambino.
Un grave distacco può causare emorragie e danni  alla placenta e può rappresentare per la mamma e per il bambino un gravissimo  pericolo.
A volte si procede ad un parto prematuro per evitare complicazioni letali. La preeclampsia aumenta il rischio di future malattie del cuore e dei vasi sanguigni.

giovedì 23 giugno 2016






LA PRIMA VISITA __________________________________

Esami del sangue completi 
Determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh
Anticorpi contro il fattore Rhesus ( test di Coombs) 
Striscio cervicale (se quello precedente avvisalo almeno 12 mesi prima) Esame delle urine raccolte a metà del getto 
Ricerca dell'antigene dell'epatite B 
Rubeotest 
Ricerca degli anticorpi per la toxoplasmosi 
Test della sifilide. 


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VISITE SUCCESSIVE  
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Ecografia dopo 18 20 settimane 
Esame delle urine a metà del getto dopo 28 settimane in presenza di rischio elevato 
Dopo 30 settimane valutazione dell'emoglobina per scongiurare anemia. 

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DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
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Prima visita 

Ricerca degli anticorpi anti- HIV rivela le eventuali infezione con il virus dell'AIDS

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VISITE SUCCESSIVE 
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Controllo della glicemia dopo 28 30 settimane 
Tampone cervicale dopo 32 settimane (Streptococco- beta- emolitico di gruppo B)  
Dopo 32- 38 settimane un esame della funzionalità feto-placentare. 


Amniocentesi

Le donne che non si sono sottoposte a villocentesi nel periodo prescritto e di età superiore o pari a 35 anni alla data presunta del parto,  possono sottoporsi all'amniocentesi esente da ticket. 

martedì 21 giugno 2016



La gravidanza  porta un naturale aumento del peso, incremento che viene considerato ottimale e deve avere inizio verso la ventesima settimana.

Vanno tenute sotto controllo le variazioni dell'appetito e le" voglie "che spingono verso determinati cibi.

Bisogna sfatare il mito delle voglie,  secondo alcuni studi scientifici non vi è alcuna relazione con le eventuali macchie che possono apparire sulla pelle del neonato.

Esse sono dovute a cambiamenti ormonali e a problemi di carattere psicologico, infatti durante la gravidanza le emozioni appaiono più ampliate.
Le voglie non sono altro che  bisogno di essere amate e coccolate .

Innanzitutto le donne in gravidanza devono assumere ferro,in media la quantità di ferro di una persona adulta è pari a 10 - 15 mg/die mentre una donna in gravidanza ha bisogno di almeno 30 mg/ die.

Il fabbisogno aumenta soprattutto durante gli ultimi mesi di gestazione a causa di una maggiore richiesta metabolica.

La carenza di ferro nell'organismo causa l'anemia sideropenica, che si manifesta molto spesso in gravidanza,  provocando tachicardia,  pallore e diminuzione della concentrazione.

Vitamine e calcio per prevenire anemia e malattie da deficit, è quindi necessario seguire una dieta equilibrata con l'integrazione delle suddette sotto stretto controllo del medico.

Per preservare al meglio le vitamine e i sali minerali contenuti negli alimenti è preferibile cuocere a vapore, con la pentola a pressione o crudi quanto ciò è possibile, consumare con preferenza cibi integrali. 
La frutta e la verdura vanno consumati nel più breve tempo possibile non lasciarle per giorni e giorni, il tempo è  nemico delle vitamine. 

Un ruolo fondamentale riveste l'acido folico, vitamina del gruppo B;
nel periodo della gravidanza il fabbisogno di questa vitamina aumenta notevolmente ed è consigliabile una sua assimilazione costante per il benessere sia della mamma che del bebè.

Il nostro organismo non è in grado di produrre l'acido folico, come accade anche per la maggior parte delle vitamine, è  quindi importante assumerlo attraverso alimenti che lo contengono.

L'acido folico può essere introdotto in due modi, assumendo  ogni giorno un prodotto farmaceutico prescritto dal medico, consumando alimenti che lo  contengono,  specifici per le mamme in gravidanza.

Il fabbisogno di acido folico è pari a 0,2 mg del nostro fabbisogno giornaliero,  in gravidanza invece la quantità giornaliera e di 0,4- 0,8
mg.

Gli alimenti che contengono maggiormente acido folico sono:

legumi

banane

fagioli

pane

melone

agrumi

broccoli

spinaci

lievito

asparagi

insalata

cereali integrali.



Le verdure vanno conservate in modo corretto affinché conservino le loro proprietà.

Come risulta da numerosi studi le future mamme che assumono regolarmente le giuste quantità di acido folico proteggono  il feto da importanti malformazioni del sistema nervoso centrale:

*Spina bifida (mancata chiusura della spina dorsale con conseguenti    alterazioni del midollo spinale)



* Anencefalia (sviluppo del cervello non completo)


* Encefalocele (difetto localizzato della volta cranica, attraverso cui    fuoriesce un meningocele








La gravidanza può essere confermata attraverso alcuni semplice esami, l'esame delle urine che indicano la presenza di ormoni a partire dalla seconda settimana di assenza del ciclo mestruale.




Oltre alla sospensione del ciclo mestruale si può notare un ingrossamento del seno con allargamento dell'areola del capezzolo,un progressivo aumento di dimensioni dell'utero via via che il feto cresce.



All'inizio della gravidanza dovranno essere effettuati i normali accertamenti, come il rubeo-test per verificare il rischio di rosolia e quello sulla toxoplasmosi (Toxo-test).

Sono diversi i fattori di rischio che possono imporre maggiore attenzione durante la gravidanza.

Un posto di rilievo spetta all'età della futura mamma, il rischio di malformazioni del feto sembra crescere con l'età della gravida.

Dopo i 35 anni di età sembra aumentare il rischio di sindrome di Down, dopo tale età si impone un controllo più stretto dello sviluppo del feto,attraverso i test che consentono di verificare il corredo cromosomico del nascituro, l'amniocentesi e il prelievo dei villi coriali.

Durante i primi tre mesi di gravidanza bisogna anche prestare attenzione ai farmaci, che possono comportare conseguenze da non sottovalutare sulla salute del feto, quindi limitare rigorosamente l'assunzione di farmaci non prescritti dal medico.

Verso il termine della gravidanza si possono presentare mal di schiena che si può alleviare attraverso un opportuno esercizio fisico mantenendo sempre le posizioni suggerite dal medico durante il corso di preparazione al parto, una buona forma fisica può predisporre favorevolmente ad un travaglio migliore.


All'ottavo mese di gravidanza la testa del feto scende oltre il bordo pelvico e la futura mamma percepisce una sorta di alleggerimento del peso. 



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