giovedì 1 dicembre 2016

Non c'è da vergognarsi 








Il pianto è una reazione accompagnata da lacrime di fronte a un emozione positiva o negativa, al quale si abbandonano più le 
donne che gli uomini, che piangono circa 5 volte di meno. 
Nella nostra cultura, il pianto viene catalogato come cosa da femminuccia e spesso si cresce fin da piccoli con l'idea che sia disdicevole, basti pensare alle volte in cui ci è stato detto "non c'è niente da piangere" "come se fosse uno stato di cui vergognarsi. Al contrario, bisognerebbe avere rispetto per chi piange e ascoltarlo, accogliendolo in silenzio ed evitando frasi mortificanti. Infatti, è più probabile che sia sano chi piange spesso rispetto a chi non è in grado di lasciarsi andare alle lacrime.



 Gli uomini piangono poco






Agli uomini viene insegnato che piangere non è da uomini,
 niente di più sbagliato, perché ci sono situazioni nella vita, 
nelle quali anche un "vero uomo" sente il bisogno di piangere. 
Un tempo si tendeva a dire, fin dalla tenera età " piangere è una cosa da femminucce" " i maschi non piangono", quindi il bambino acquisiva quella cultura crescendo con la consapevolezza che piangere fosse una debolezza. Oggi le cose stanno lentamente cambiando e le mamme di figli maschi, lasciano che i propri 
figli possano manifestare liberamente le proprie emozioni.
( Almeno si spera)








Cause del pianto.. 



Hai subito un lutto, perso il lavoro o 
hai avuto una rottura sentimentale?




Potrebbe essere un atto liberatorio. 
Il pianto può essere anche una reazione sana, che aiuta in alcuni momenti dolorosi della vita (per esempio, problemi lavorativi, pene d'amore o dover affrontare un lutto) per esternare sentimenti, emozioni e sensazioni che non si riescono a dire con le parole. Infatti anche se come emerge da alcune ricerche, la maggior parte degli italiani associa il pianto alla debolezza, in realtà saper piangere è segno di grande forza e coraggio, oltre a essere molto utile per sfogarsi e ritrovare il proprio equilibrio 




Scoppi in  lacrime di frequente 
...e all'improvviso?







 Potrebbe essere stress e stanchezza.
Quando si scoppia a piangere senza un motivo apparente, potrebbe significare che c'è qualcosa dentro di noi che non va, 

ma potrebbe anche essere indice di eccessiva stanchezza o stress. Infatti, a volte, si piange per ricevere attenzione, una sorta di regressione che ci accomuna ai bambini, che quando sono stanchi 
e non riescono a dormire, piangono cercando le coccole della mamma per addormentarsi. Inoltre, quando si è molto stressati piangere può aiutare a stare meglio, perché attraverso le lacrime si elimina l'ormone dello stress.
Potrebbe essere depressione. 
Meglio rivolgersi a uno specialista se al pianto si accompagna la mancanza di speranza e fiducia nel futuro, l'assenza di gioia, l'apatia, il disinteresse verso gli altri, la perdita di entusiasmo e di voglia di fare, potrebbe trattarsi di depressione. A volte si arriva ad avere un eccessiva stanchezza e sonnolenza proprio perché dormire diventa l'unico modo per non piangere. In questi casi il pianto è sintomo di un malessere molto profondo del quale non si può guarire da soli e nemmeno con l'aiuto di parenti e amici, ma è necessario l'ausilio di uno specialista. 


Hai partorito da poco? 





Potrebbe essere baby blues.
Comune a molte puerpere, ma spesso ignorato e sottovalutato, il baby blues consiste in un senso di tristezza indefinita con tendenza al pianto. Molti attribuiscono questi scoppi di lacrime ingiustificati al cambiamento dei livelli di ormoni, ma alcuni specialisti stanno abbracciando una nuova teoria secondo la quale il pianto aiuterebbe la neo-mamma a sintonizzarsi con il bambino. Infatti, piangere non è solo un sintomo, ma è anche un modo per comunicare, soprattutto per i neonati, che non hanno altri strumenti per esprimersi. 


Ti capita in concomitanza con il ciclo mestruale?







Potrebbe essere un pianto naturale.
La sindrome premestruale è molto comune tra le donne soprattutto tra i 30 e i 40 anni,  ed è dovuta ad un calo 
di degli estrogeni che influiscono sull'equilibrio di alcuni neurotrasmettitori, in particolare la serotonina, che genera 
 serenità e riduce l'ansia, e le endorfine, che rendono
più resistenti alla fatica e alla stanchezza. Ecco perché, nei 
giorni che precedono il ciclo, si assiste ad alterazioni dell'umore che provocano diversi sintomi tra cui crisi di pianto, irritabilità, nervosismo, stanchezza, difficoltà di concentrazione e tristezza. 

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