domenica 13 novembre 2016



Almeno il 10% della popolazione mondiale avverte rumori forti all'interno dell'orecchio, questo disturbo viene chiamato acufene. Con esso molte persone convivono senza problemi, 
ma il disturbo può incidere notevolmente sulla qualità della vita.







Che cos'è l'acufene? 



L'acufene è un suono percepito nell'orecchio come un soffio oppure un sibilo, un fischio, un rumore pulsante o un ronzio. 

Vi sono due tipi di acufene:
-quelli  oggettivi 
    -e quelli soggettivi. 

Gli acufeni oggettivi  sono molto più rari: il paziente  percepisce  rumori che hanno cause muscolari o vascolari e che dipendono, per esempio, dalla contrazione dei muscoli vicini all'orecchio oppure 
da un vaso sanguigno che scorre vicino al nervo acustico. Sono in genere acufeni più facilmente identificabili e dunque risolvibili. 


Come si manifestano gli acufeni soggettivi? 



Il paziente avverte un suono che non esiste nel mondo esterno, 
che non è presente in natura e non è determinato dalle strutture muscolari o circolatorie dell'organismo. 
In pratica è una sorta di allucinazione delle vie acustiche, prodotta nel cervello e non nell'orecchio. Per questo è improprio legare questo disturbo a una malattia nell'orecchio. 



Cosa cosa può scatenare questi rumori immaginari? 





Una diminuzione dell'udito quasi sempre transitoria e provocata 
da svariate cause, come un tappo di cerume, un' otite, disturbi dell'orecchio interno, cause circolatorie, virali, traumi acustici. 
In genere quando l'udito si normamlizza, in modo naturale o con una terapia nel caso di malattie dell'orecchio, l'acufene scompare
Tuttavia, in molti casi il fischio o il ronzio continuano a essere ancora percepiti al punto da diventare cronici.



 Perché può diventare cronico? 



Accade per un motivo individuale. 
Se si presta eccessiva attenzione all'acufene perché, per esempio, il paziente è  in una condizione emotiva di ansia o di stress, la sua mente, inconsciamente, identifica l'acufene come in suono importante perciò il paziente continua a sentirlo, al punto che il disturbo diventa cronico. 





I fischi nelle orecchie possono essere anche un disturbo professionale? 

Alcune categorie di lavoratori che vivono per molte ore in ambienti rumorosi (come i muratori che utilizzano il martello pneumatico, i musicisti, chi lavora nelle fonderie, chi prova i motori o le armi) rischiano, se non proteggono le orecchie con tappi o cuffie, di avere cali di udito che possono fare manifestare i fischi nelle orecchie.


C'è un modo per non sentirlo?




Una regressione o diminuzione dell'acufene si ha ascoltando musica a basso volume, soprattutto quella che riproduce suoni della natura, il rumore della pioggia  (musica che si può scaricare gratuitamente dal cellulare).

Inoltre si consiglia di non restare nel silenzio, perché proprio nel silenzio che l'acufene si sente di più, come capita la notte a letto. Per questo si suggerisce di accendere la Tv o la radio a basso volume.


 Quando rivolgersi all' otorinolaringoiatra? 


Tutte le persone che sentono ronzio, rumore all'orecchio devono fare almeno una visita dall'otorinolaringoiatra per diagnosticare e per curare eventuali malattie dell'orecchio e poi sottoporsi ad un esame audiometrico che fornisce informazioni sulla capacità uditiva del paziente.



Come si svolge l'esame? 



Il paziente viene fatto entrare all'interno di una cabina insonorizzata e qui, attraverso una cuffia, ascolta suoni di diverse frequenze e deve segnalare quando li avverte, così si capisce quali percepisce.

 Il paziente con acufene viene sottoposto ad un  questionario per valutare la sua emotività che è molto importante nel percepire o meno l'acufene.  


Come si cura un paziente che lamenta questo fischio all'orecchio?



 Non necessariamente tutte le persone che ne soffrono devono poi sottoporsi a terapie. 
Se il paziente  ha un udito normale e  ha un acufene cosiddetto non disturbante, cioè che non incide sulla sua qualità della vita, bisogna tranquillizzarlo e suggerirgli  di effettuare una nuova visita se il fastidio dovesse aumentare per affrontarlo  con una terapia adeguata.  

Come si cura l'acufene che diventa insopportabile? 



Con un metodo chiamato TRT, che significa Tinnitus Retraining Therapy, semplice e privo di effetti collaterali. 
Si tratta di un allenamento a non sentire l'acufene, basato sull'utilizzo di un generatore di suoni ambientali: da uno strumento, simile ad una protesi acustica da inserire nell'orecchio, il paziente ascolta o un cosiddetto rumore bianco, cioè una sorta di fruscio composto da tante tonalità, o un suono personalizzato in base al suo tipo di acufene, identificato attraverso un esame chiamato acufenometria, che serve a misurare la frequenza e l'intensità dell'acufene. 




Come si svolge l'acufenometria? 




Al paziente, al chiuso in una cabina audiometrica, si fanno sentire diversi tipi di suoni invitandolo a stabilire quale si avvicina maggiormente il ronzio, al sibilo che sente nell'orecchio. 
In questo modo la terapia del generatore di suoni sarà ancora più personalizzata e in grado di far sì che la mente di una persona riesca a  non sentire più l' acufene.



Dove si svolge e quanto dura la terapia?  


 La terapia può essere fatta a casa, il paziente inizia ascoltando il suono emesso dal generatore per un'ora al giorno, poi aumenta gradualmente la durata dell' ascolto fino a quando, all'incirca in sei mesi ha una riduzione dell'acufene. 
In alcune persone è necessario associare una terapia psicologica, farmacologica per vincere l'ansia, lo stress che fanno sentire maggiormente l'acufene. 


Si possono prevenire questi fischi o ronzii alle orecchie? 



L'unica prevenzione possibile è evitare tutte le cause che possono portare a un abbassamento temporaneo dell'udito alla base dell'insorgenza dell'acufene. 
Per questo consiglio di esporsi il meno possibile al rumore assordante delle nostre città, alla musica a tutto volume delle discoteche o a quella elevatissima che si ascolta dalle cuffie. 
Naturalmente si suggerisce di allontanare tutti i motivi che procurano ansia e stress, ma questo è molto più difficile.

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