sabato 16 luglio 2016








L'ansia rappresenta un meccanismo di difesa del nostro corpo di fronte a situazioni di emergenza, di pericolo o di conflitto.
A ognuno di noi capita di vivere situazione ansiose legate a problemi di lavoro, famiglia, affettivi, prove difficili da affrontare.
L'ansia accompagna la nostra vita,  il giusto livello ci sprona, induce nell'organismo uno stato di veglia e di attenzione che ci aiuta ad impegnarci di più nell'affrontare delle prove, pensiamo ad esame, un colloquio di lavoro, un rapporto affettivo; in questi casi può essere considerata un forma di emozione, uno stato d'animo. 
Quando però il meccanismo va oltre i limiti finisce per diventare patologica.
Molti storici, filosofi, psicologi hanno studiato le origini dell'ansia, sembra abbia origini antichissime e assume significati diversi  nelle differenti civiltà. 
Nell'antica grecia veniva chiamata melanconia e ritenuta uno dei quattro umori  "bile nera" (bile gialla, flegma e sangue) la cui combinazione determinava gli stati d'animo e il carattere degli uomini. 
Veniva curata con il vino e vita all'aria aperta. 
Nel medioevo si cominciò a configurarla come un disturbo della mente e dello spirito e curata attraverso penitenze e redenzione religiosa. 
Dopo l'Ottocento fu configurata come malattia mentale, curata con i farmaci e la psicoterapia. 




I soggetti affetti da ansia soffrono di disturbi che interferiscono con la vita quotidiana :
preoccupazione eccessiva ed incontrollata, sudorazione, palpitazioni, vertigini e sensazione di testa vuota,secchezza delle fauci, dispnea, nodo alla gola, iperidrosi ( sudorazione eccessiva),pollachiuria,disturbi del sonno. 
Altri sintomi possono essere pensieri ossessivi, mancanza di e attenzione, irritabilità. 
I sintomi  possono comunque variare da individuo a individuo e il manifestarsi di questi disturbi somatici può indurre a non credere che possano dipendere dalla propria psiche ma da qualche patologia organica, e concentrando l'attenzione sui sintomi fisici si possono sviluppare idee ipocondriache che diventano il punto focale del problema. 
Il medico curante, nel quale dovete riporre massima fiducia, vi aiuterà anche attraverso accertamenti a fugare i sospetti di patologie diverse. 
Imparare a capire come  corpo e mente siano strettamente interconnessi,  può rappresentare un buon punto di partenza per riuscire a creare un rapporto armonioso con se stessi, a frenare i soggetti da visite ed esami medici protratti nel tempo. 
Conoscersi e capire i sentimenti e i bisogni, dedicare più tempo a guardarci dentro e accettare meglio noi stessi, imparare ad accettare le debolezze e controllare meglio i nostri stati emotivi. 
Un supporto psicologico si rende molto spesso necessario, sfatando il mito che lo psicologo cura i matti e si può fare da soli. 

Quando gli attacchi di ansia non finiscono con il termine dell'evento scatenante ma assumono  un carattere cronico, l'uso dei farmaci, sotto stretta prescrizione medica, può rappresentare un valido rimedio terapeutico. 
Non bisogna farsi prendere la mano e abusare dei farmaci al di fuori della prescrizione medica, sarà il medico a valutare caso per caso in base al quadro clinico. 








Le informazioni riportate devono essere considerate  come suggerimenti e consigli di carattere generale, non devono in alcun modo sostituire il parere del medico e degli specialisti ai quali bisogna rivolgersi per qualsiasi problema

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