martedì 28 giugno 2016





Nella maggioranza dei casi il feto al termine della gravidanza si trova in posizione cefalica,  con la testa rivolta verso il basso e i piedini verso l'alto.

Tuttavia nel 3- 4% dei casi succede il contrario, la testa in alto e il sederino  e i piedi in basso.
Parliamo in questo caso di posizione podalica del feto.

La presentazione podalica del feto rappresenta una delle cause più frequenti per un taglio cesareo programmato,  il parto per via vaginale in questo caso espone il feto a rischio grave.

Secondo le linee guida del Ministero della Salute la presentazione podalica del bambino è una delle indicazioni più importanti per effettuare questo tipo di intervento.

Il parto cesareo, sempre più diffuso, dovrebbe in effetti essere effettuato soltanto in questi casi specifici:

Posizione podalica

Parto gemellare,  se i gemelli condividono la stessa placenta

Placenta previa

Mamma diabetica e feto grande

Presenza di alcune infezioni materne

Il problema non è il taglio cesareo in quanto tale ,  quanto i tagli successivi al primo che  possono creare anche dei problemi importanti.

Il bambino non gode degli stessi vantaggi di un bambino nato in modo naturale, durante il travaglio la mamma sviluppa degli ormoni particolari che sono gli stessi che sviluppa anche il bambino.

Appena nati i piccoli vengono messi a contatto con la pancia della mamma per alcuni minuti e questo crea un legame tra di loro non solo psicologico ma  anche fisico.

Il bambino acquisisce i batteri  sani della mamma e questo lo potrà proteggere da malattie dell'infanzia ed allergie.

Per i motivi sopra indicati,  alle donne con feto podalico si può proporre il rivolgimento per manovre esterne, che consiste nel cercare di far mettere il bambino in posizione cefalica, affinché si possa effettuare un parto vaginale .

Tali manovre possono essere eseguite intorno alla 36-37 settimana,  quando la presentazione del feto si pensi sia ormai definitiva o comunque le possibilità che possa spontaneamente mettersi in posizione cefalica siano molto scarse.

Ci sono tuttavia delle controindicazioni, in alcuni casi non è possibile effettuare il rivolgimento manuale:

gravidanza gemellare

placenta previa

presenza di perdite ematiche nel terzo trimestre

malformazioni fetali gravi

rottura delle membrane

presenza di un tracciato cardiotocografico patologico

epoca gestazionale inferiore a 36 settimane

La manovra di rivolgimento deve essere seguita da un operatore esperto che, manipolando l'addome  della mamma, sotto stretto controllo ecografico, cerca di spostare il bambino e di metterlo nella posizione giusta.

La manovra può essere eseguita soltanto in alcuni ospedali,
la sua esecuzione richiede molta esperienza, abilità e professionalità.

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